Tutto quello che c’è da sapere sull’articolo 700 del codice di procedura civile e le spese legali

L’assegnazione di una somma di denaro per compensare le spese non ripetibili non è mai automatica, anche in caso di successo nel processo. Il giudice conserva una piena libertà di concedere o rifiutare questo rimborso, indipendentemente dalla condanna alle spese.

Alcune spese, pur essendo state sostenute nell’interesse del contenzioso, sfuggono sistematicamente a qualsiasi rimborso. Una decisione sfavorevole su questo punto rimane generalmente senza ricorso. Questi meccanismi regolano rigorosamente i diritti delle parti in materia di spese legali.

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Cosa cambia l’articolo 700 del codice di procedura civile nella copertura delle spese legali

Il testo dell’articolo 700 del codice di procedura civile sovverte le regole abituali del rimborso delle spese di giustizia. Mentre gli articoli 695 e 696 limitano il rimborso alle spese, cioè principalmente le spese di ufficiale giudiziario, perizia o cancelleria, l’articolo 700 offre al giudice la possibilità di concedere alla parte vincente un’indennità che copre tutto o parte delle spese non ripetibili: gli onorari dell’avvocato e alcune spese sostenute per difendersi.

Il magistrato valuta liberamente la somma da concedere, sulla base degli elementi trasmessi, senza essere vincolato dall’importo effettivamente pagato dal giustiziabile al suo avvocato. Nessun rimborso automatico, né integrale: tutto dipende dall’apprezzamento del giudice. Tiene conto della situazione finanziaria delle parti e dell’equità. Per un beneficiario dell’assistenza legale, l’indennità va o allo Stato, o all’avvocato, a seconda delle circostanze.

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Un punto di attenzione: non tutte le spese legali sono sistematicamente rimborsate. Se il giudice ritiene che alcune spese di consulenza o assistenza non siano direttamente collegate alla procedura, verranno escluse. Per quanto riguarda l’IVA sugli onorari, segue la stessa logica: se non può essere recuperata dalla persona indennizzata, si aggiunge alla somma versata.

Questa regola specifica per la procedura civile non si applica dinanzi alle giurisdizioni penali o amministrative, che sono soggette ad altri testi. L’articolo 700 diventa quindi uno strumento, ma anche un’incognita per i giustiziabili, che devono anticipare una parte delle spese a loro carico, anche se possono richiederne il rimborso.

Chi può ottenere il rimborso delle spese legali e a quali condizioni?

La questione del rimborso delle spese legali tramite l’articolo 700 si gioca nell’equilibrio del processo civile. Il giudice ha il controllo: decide in base alla situazione finanziaria delle parti, alla natura del contenzioso, all’equità. Vincere il processo non apre automaticamente la strada al rimborso, è necessario fare espressamente richiesta, dettagliare le spese sostenute e dimostrarne la necessità.

Ecco i diversi profili che possono richiedere questa indennità:

  • Giustiziabili rappresentati da un avvocato
  • Beneficiari dell’assistenza legale totale o parziale
  • Assicurati che beneficiano di una protezione legale

Per coloro che rientrano nell’assistenza legale, si applica l’articolo 37 della legge del 10 luglio 1991: la somma attribuita può andare all’avvocato o, in alcune situazioni, allo Stato. I tribunali civili, dal tribunale giudiziario al consiglio di prud’hommes, applicano questo dispositivo, a condizione che la decisione sia motivata.

La parte soccombente può essere condannata a versare la somma richiesta, in tutto o in parte, ma il giudice adatta questo importo in base alle risorse finanziarie, al comportamento nel processo o all’equità. A volte, la protezione legale dell’assicuratore copre il saldo residuo.

Le somme assegnate sono spesso ben inferiori alle spese effettivamente sostenute. La corte di cassazione ricorda regolarmente che il magistrato rimane sovrano: non è mai obbligato a motivare un rifiuto di indennizzazione. La procedura civile francese, caratterizzata da questo margine di manovra, non garantisce alcuna copertura, solo la possibilità di compensazione.

Giovane avvocato in giacca che consegna un documento a un cliente

Richiedere l’applicazione dell’articolo 700: procedure, diritti e consigli pratici per i giustiziabili

Per ottenere il rimborso delle spese sostenute ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, la richiesta deve essere chiara e distinta da quella relativa alle spese. Il giudice non la concede mai spontaneamente. È necessario formulare questa richiesta nelle prime scritture, specificare l’importo degli onorari dell’avvocato, dettagliare le spese di giustizia (perizie, spostamenti) e allegare i giustificativi necessari.

Tra i documenti da fornire, ci sono:

  • fatture dell’avvocato, del tecnico o dell’esperto
  • giustificativi di spese varie legate alla procedura

La convenzione di onorari, spesso richiesta, struttura l’argomentazione. Precisa la parte eventualmente coperta dall’assicuratore o dall’assistenza legale e mette in evidenza il resto da richiedere alla parte avversa.

Il giudice valuta liberamente la somma da concedere ai sensi dell’articolo 700. Regola in base alle spese effettivamente sostenute, alla natura del contenzioso, al comportamento delle parti. È anche possibile richiedere il pagamento degli interessi al tasso legale, se il pagamento ritarda.

Per mettere tutte le probabilità dalla propria parte, è necessario presentare un dossier ben strutturato, un’esposizione chiara e quantificare le spese in modo obiettivo. L’argomentazione deve convincere che le spese richieste sono giustificate dalla difesa dei diritti. Qui, nulla è meccanico: l’indennizzazione si guadagna passo dopo passo, nel rigoroso quadro dell’equità giudiziaria.

Nei tribunali, l’articolo 700 assomiglia a una bilancia il cui piatto oscilla. Si richiede, si dimostra, ma nulla è mai garantito: solo il giudice decide, all’incrocio tra giustizia e pragmatismo.

Tutto quello che c’è da sapere sull’articolo 700 del codice di procedura civile e le spese legali